Settimana corta, perchè la provincia è da bocciare

«Settimana corta e orari ridotti? Le ipotesi della Provincia di Novara non ci convincono: non può essere sempre la scuola a pagare». Il Gruppo provinciale del Partito Democratico interviene sulle proposte dell’assessore all’Istruzione di Palazzo Natta, Anna Maria Mariani, che verranno portate all’attenzione dell’Ufficio scolastico provinciale, dei dirigenti scolastici e dei sindacati.

«La “settimana corta” – spiega la Consigliera democratica, Milù Allegra – costringerebbe molti ragazzi e ragazze ad almeno sei moduli orari per cinque giorni a settimana, più qualche rientro pomeridiano: nulla di più lontano da una scuola di qualità».

Tagli al trasporto pubblico e patto di stabilità che blocca gli investimenti, le due argomentazioni dell’Assessore Mariani per giustificare la riduzione di orario. «Mancano i soldi per i bus, quindi tagliamo sulla qualità dello studio. Se questo è il punto di partenza chissà dove arriveremo», rilancia Allegra richiamando ciascuno alle proprie responsabilità. «La Regione – chiarisce – non può far finta di niente, mentre le aziende di trasporto e gli Enti locali si fanno carico di competenze non proprie; analogamente attendiamo un impegno dal nuovo Governo». L’appello del gruppo consigliare del Pd è diretto in particolare alla Senatrice Elena Ferrara, al lavoro nella Commissione Istruzione di Palazzo Madama. «Il problema del Novarese – osserva il Gruppo del Pd – è lo stesso che possiamo riscontrare nel resto del Paese e va affrontato: a pagare sul fronte del livello di istruzione saranno comunque i più deboli. La politica è una questione di scelte e siamo certi che le mancanze su scuola, istruzione, ricerca e formazione evidenziate da Regione e Provincia possano essere risolte a livello ministeriale».