Retromarcia Forza Italia. Chi governa a Palazzo Natta?

“Nietzsche, che dice? Boh!”. La linea politica del centrodestra in Provincia di Novara fa lo stesso effetto delle teorie dell’illustre filosofo tedesco su un liceale alle prime armi. Non si capisce dove vadano a parare. «Semplicemente sconcertanti», commenta la capogruppo Democratica, Valeria Galli. «Marcello Gambaro – aggiunge – già capogruppo del Pdl, ha consegnato la maggioranza di Palazzo Natta ad un “club”, Forza Italia, per poi rimettere in dubbio l’opportunità di costituire un nuovo soggetto politico».

Una retromarcia imbarazzante rispetto alla conferenza stampa a margine dell’ultimo consiglio provinciale per “ufficializzare” il passaggio da Pdl a Forza Italia. Era il 23 settembre; poco prima il Presidente della Provincia e buona parte della sua Giunta inaugurava la sede novarese dei forzisti 2.0, seguita da quelle di Arona e Castelletto. Infine, come si apprende dai giornali, la frenata: a Meina il consigliere Borroni sospende il vernissage del terzo presidio territoriale. Il centrodestra è in stato confusionale.

Cosa sta succedendo in Provincia? «La situazione è peggiore di quanto non si possa credere, perché questo dietro front kafkiano – precisa la consigliera Milù Allegra – non nasce tanto dai bisticci tra chi ha voluto forzare i tempi e i vertici provinciali e regionali del Pdl; la reale motivazione è che la riedizione di Forza Italia difficilmente vedrà la luce». Molto più di un pronostico, considerando i nuovi equilibri interni al centrodestra a livello nazionale e il tramonto dell’egemonia berlusconiana. Nel Novarese, però, lo scontro interno al centrodestra non si limita alla leadership politica, ma si ripercuote a livello istituzionale.

«Considerate le poche risorse a disposizione – chiarisce il consigliere Pd Emiliano Marino – la Provincia non può far altro che operare scelte di indirizzo politico. Mi chiedo quale, visto che non esiste più una maggioranza all’interno del consiglio che rispecchi quel Pdl votato dai cittadini». Questioni di sostanza e non solo di forma, dunque, in un affaire che profuma di figuraccia.

«La potenza è nulla senza controllo», il consigliere democratico Fabrizio Barini cita un noto slogan pubblicitario. «Gambaro e Sozzani, con l’ambizione di fare i primi della classe, sono finiti dietro la lavagna. Sorpresi dal loro stesso leader, obbligato a votare la fiducia al Governo – continua Barini – per non restare completamente isolato. Del resto, per chi sta ai confini dell’impero, le dinamiche di corte risultano imprevedibili». Una fotografia preoccupante, che evidenzia lo scarso senso di responsabilità nei confronti dell’Ente e dei cittadini. «Buona amministrazione e giochi di potere non possono convivere; l’esperienza degli ultimi vent’anni – conclude Valeria Galli – non ha proprio insegnato nulla».