Non c’è democrazia… se la politica è disabitata

Viviamo un momento di forte disaffezione alla politica, sempre meno avvertita come dimensione utile alla promozione del cambiamento. Aumenta il numero di persone che decide di non partecipare agli appuntamenti elettorali, così come sono in crisi i partiti che vedono un numero sempre più basso di iscritti.
Nelle recenti elezioni regionali in Sicilia l’affluenza elettorale è stata del 46,76%, nell’appuntamento con le urne ad Ostia il 36,15%. Siamo di fronte a una tendenza inquietante: la rassegnazione e l’impotenza come scelta politica maggioritaria. In un sistema di democrazia rappresentativa non credo esista nulla di più grave, perché un astensionismo di questo tipo, non è solo quantitativo, ma anche qualitativo e ci consegna delle istituzioni deboli, impossibilitate ad interpretare la volontà popolare e la mediazione tra i diversi interessi presenti nella società: istituzioni fortemente indebolite nella loro legittimità.

Come si esplicherà il conflitto sociale in una situazione del genere? Si cercheranno strade fuori dalle istituzioni e fuori dalla politica. E questo è pericoloso.
Dobbiamo cercare di capire le ragioni profonde di quanto sta succedendo, di questo ritiro della cittadinanza e porci come priorità l’aumento di partecipazione alla vita politica del paese della maggioranza dei cittadini. Per questo dobbiamo continuare ad interrogarci: quale discorso politico è possibile oggi? Come promuovere partecipazione ai processi democratici?

Ne discuteremo lunedì 13 novembre alle ore 21 alla Camera del Lavoro di Novara, in via Mameli 7b, all’incontro “La politica disabitata”, organizzato dall’Associazione Articolo 49, con il sociologo Sergio Manghi, già docente di Sociologia dei Processi culturali e comunicativi presso l’Università degli Studi di Parma.