NO ALL’UNIFICAZIONE DEGLI OSPEDALI DI BORGOSESIA E BORGOMANERO

L’ASSENZA DELLA GIUNTA ALLA PRESENTAZIONE DELLA PETIZIONE DICE PIU’ DI TANTE PROMESSE. ORA ASPETTIAMO LA RISPOSTA ALLA NOSTRA INTERROGAZIONE DI NOVEMBRE. BORGOMANERO MANTENGA IL SUO RUOLO DI OSPEDALE CARDINE, SENZA ALCUNA UNIFICAZIONE.

L’attenzione della Giunta regionale alla richiesta di unificazione e valorizzazione degli ospedali di Borgosesia e Borgomanero, supportata da una petizione popolare presentata oggi in Consiglio regionale, è dimostrata dall’assenza totale della Giunta stessa. Nè un assessore, né il presidente Cota erano presenti all’incontro. Assenze che dicono più di tante promesse.

La stessa indifferenza dimostrata dal centrodestra, di cui erano presenti solo il capogruppo leghista Carossa e due consiglieri, Tiramani e Franchino. C’era una rappresentanza più folta da parte della minoranza, capace di dimostrare un’attenzione istituzionale più forte di quella dimostrata dalla maggioranza.

Del resto, al di là del sostegno a parole manifestato da Cota e dall’assessore Monferino, gli atti concreti della Giunta regionale vanno in direzione opposta alla valorizzazione dei due ospedali. La chiusura di cardiologia e dell’Utic a Borgosesia lo dimostrano. E lo conferma l’assenza dell’unificazione dal piano sociosanitario e l’assoluta mancanza di un iter legislativo che lo permetta.

Da novembre aspettiamo la risposta a una nostra interrogazione in cui chiediamo chiarezza sul futuro dell’ospedale di Borgomanero e ne difendiamo i servizi e il ruolo territoriale, che verrebbe meno con l’unificazione a Borgoseisia. Ma, nonostante le nostre sollecitazioni, dalla Giunta non è ancora venuta alcuna assicurazione. Per noi è fondamentale che la unificazione non avvenga e Borgomanero mantenga il ruolo che gli è riconosciuto dallo stesso piano sociosanitario regionale.

Giuliana Manica