Legge di Stabilità: spazio a cultura e diritti

Si è chiusa ieri, martedì 22 dicembre, un’altra tappa importante per il nostro Paese: in Senato abbiamo approvato laLegge di Stabilità. Una manovra che mette a disposizione fondi per 35,4 miliardi, su cui esprimo generale soddisfazione, poiché investe sulla crescita e sulle aspirazioni di ciascun cittadino. Un provvedimento a vastissimo raggio, che introduce misure per sostenere la ripresa e per recuperare in tempi rapidi i livelli pre-crisi di reddito e di occupazione, guardando con grande attenzione ai giovani, alle famiglie, alla cultura, all’istruzione e al settore agricolo; proprio quest’ultimo vede l’abolizione dell’Imu sui terreni agricoli e importanti misure a sostegno dei piccoli coltivatori e delle imprese.

Misure che rappresentano l’altra faccia della medaglia della sicurezza e che vogliono essere un antidoto contro l’intolleranza e il terrorismo: oltre a dare sollievo sul piano economico, puntano infatti ad attivare percorsi di inclusione sociale. Politiche complementari con i 500 milioni destinati alla riqualificazione urbana e sicurezza nelle periferie e con il fondo da 1,5 milioni per la “Lotta all’esclusione sociale attraverso lo sport”, a favore delle realtà che operano sui territori, svolgendo un lavoro sociale a sostegno della comunità.

La scuola e l’istruzione rappresentano un capitolo significativo della Stabilità con un plafond complessivo di 750 milioni di euro: a disposizione di Comuni, Province e Città metropolitane ci sono 500 milioni per interventi di edilizia scolastica, che potranno così operare svincolati dal Patto di stabilità. Inoltre è stato introdotto un Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche di 23,5 milioni di euro per il 2016, che si aggiunge a quanto già stanziato dalla Legge 107. Mentre per garantire il diritto allo studio sono previsti 10 milioni di euro, da destinare alle famiglie per l’acquisto di testi scolastici e un fondo da 217 milioni per borse di studio universitarie.

Dopo anni di mortificazione della formazione la cultura diventa finalmente un baluardo per una crescita individuale e collettiva. Si torna a investire per un totale di circa 500 milioni su questo comparto fondamentale, con interventi diretti a recuperare e valorizzare un patrimonio che tutto il mondo ci invidia. Proprio i giovani, in primis, devono avere gli strumenti giusti per poterlo fruire: in tal senso va letta la carta elettronica da 500 euro ai diciottenni, da utilizzare per l’accesso a mostre, teatri, cinema e per l’acquisto di supporti digitali. Sono convinta che i giovani sapranno usarla bene!

L’Intergruppo parlamentare “Per la musica”, di cui sono fondatrice, saluta con favore le misure su cui ha lavorato negli ultimi mesi, ottenendo importanti risultati come la destinazione del 10% di tutti i compensi percepiti dalla Siae ad attività di produzione culturale nazionale e internazionale, per favorire la creatività dei giovani autori. Inoltre si introduce un bonus da 1000 euro per gli allievi dei conservatori, per l’acquisto di un nuovo strumento musicale. E ancora, l’attivazione di un fondo da un milione di euro l’anno per il triennio 2016-2018, a sostegno di bande, cori e festival.

Grande attenzione, inoltre, alle famiglie con l’attivazione della carta sconti destinata ai nuclei con almeno tre figli minori a carico. E il sostegno alle famiglie in difficoltà arriva dal “Piano povertà” da 600 milioni di euro, rivolto anche al contrasto della povertà minorile ed educativa.

Infine desidero segnalarvi due importanti provvedimenti che dimostrano attenzione allasanità: la nascita del “Fondo per la cura dei soggetti con disturbo dello spettro autistico”, dotato di 5 milioni di euro annui e lo stanziamento per la cura delle malattie rare che, rispetto al testo approvato alla Camera, passa da 1 a 2 milioni di euro per il 2017 e da 2 a 4 per il 2018. Una “finanziaria” nell’interesse dei malati, con lo svincolo del fondo per i farmaci innovativi – 500 milioni annui – dal tetto della spesa farmaceutica territoriale.

Tanti auguri a tutti, che questo Natale possa essere un momento per riflettere sull’importanza dei diritti, dall’infanzia alle minoranze, e anche sulle questioni etiche che riguardano la vita di ciascuno, inclusa la possibilità di scegliere sul proprio testamento biologico.

Elena Ferrara
Senatrice della Repubblica