elenaferrara.it da questo mese è online il sito della Senatrice democratica

Un sito internet dedicato ai cittadini, al territorio e al Novarese. La senatrice Democratica, Elena Ferrara, presenta così l’iniziativa online destinata al rapporto con la comunità: «Un diario di bordo rivolto a tutti coloro che hanno a cuore il futuro di Novara e del suo territorio, uno strumento realizzato per rispondere ai tanti cittadini e cittadine che dalla scorsa campagna elettorale hanno chiesto di essere coinvolti e aggiornati sulle decisioni che li riguardano da vicino e che invece, spesso, sono frutto di politiche piovute dall’alto». Elenaferrara.it non è un blog, nemmeno un portale, né un semplice archivio; «piuttosto – continua la Senatrice – un “luogo” dedicato alla partecipazione, dove fare incontrare opinioni, richieste, critiche e contributi sulle idee che servono al Paese e ai territori per uscire finalmente dal tunnel della crisi, non solo economica, ma sotrattutto di valori». Un aggiornamento costante sull’attività parlamentare e sugli argomenti in discussioni nelle due Commissioni che vedono impegnata la rappesentante del Novarese: Agricoltura e Istruzione/Cultura. «Il mio approccio alla politica parte dal contatto diretto con la gente; i miei concittadini lo sanno bene. Ciò non toglie – osserva Ferrara – che l’impegno in Senato richieda spesso la mia presenza a Roma, ma questo strumento consente di gestire comunque un rapporto quotidiano con territorio e cittadinanza». Oltre ai disegni di legge, interrogazioni, interventi e comunicati, gli utenti potranno interagire con la parlamentare, inviando foto, video e testimonianze. Un invito che Ferrara rivolge a tutti, «in modo particolare a coloro che non mi hanno votato, perché al cambiamento devono concorrere quante più opinioni possibili».

Presto sarà possibile iscriversi alla newsletter della Senatrice, per un canale diretto con il Senato e le sue dinamiche. Democrazia rappresentativa o democrazia diretta? «Nessuna delle due – risponde la parlamentare novarese – o meglio, entrambe. Preferisco la democrazia partecipata: un meccanismo che permette di raccogliere giudizi, analisi e appelli, ma che contestualmente consente di decidere in coscienza».