Decreto Vaccini, per il futuro e la salute dei nostri figli

L’accesso ai vaccini va considerato come una questione globale di giustizia sociale e di salute, per questo ho voluto organizzare un incontro, presso l’Aula Magna della Facoltà di Medicina, per fare chiarezza, laddove ce ne fosse bisogno, e soprattutto informare le famiglie e gli operatori del settore sui contenuti del decreto vaccini. Il mio impegno, come capogruppo della Commissione istruzione, è stato rivolto soprattutto agli aspetti procedurali, che la conversione in legge renderà più fluidi rispetto al testo iniziale del decreto, circa il passaggio delle informazioni tra famiglia/scuola/ASL. A regime, con l’anno scolastico 2019/2020, la scuola trasmetterà l’elenco dei nominativi degli iscritti e saranno le Asl a controllare lo stato di immunizzazione dei minori con conseguente contatto con le famiglie, mentre in questa fase transitoria, con l’individuazione di scadenze più diluite, sarà importante il ruolo delle Regioni per un’operatività efficace.

La Regione Piemonte si è già attivata per facilitare la comunicazione tra amministrazione scolastica/sanitaria e con le famiglie. Un risultato che inizialmente non era scontato per il quale ringrazio la Commissione Sanità del Senato, che ha accolto molti degli emendamenti da me presentati, la Conferenza Stato-Regioni e la Regione Piemonte, al convegno rappresentata dal consigliere Domenico Rossi, vice presidente della Commissione sanità. Dopo il saluto di Cesare Emanuel, rettore Università Piemonte Orientale, da sempre sostenitore del contributo della Ricerca nella vita della comunità, grazie al contributo della Senatrice Annalisa Silvestro – segretaria della Commissione Sanità al Senato, ex presidente della Federazione Nazionale Collegi IPASVI – siamo entrati nel merito del decreto approvato il 20 luglio dall’Aula del Senato, che pone grande attenzione all’informazione delle famiglie e al rafforzamento della formazione del personale sanitario, oltre a prevedere la predisposizione dell’anagrafe vaccinale nazionale integrata tra Ministero e Regioni, strumento indispensabile sia per le valutazioni scientifiche e statistiche sulle immunizzazioni, sia per il cittadino che avrà memoria della propria copertura vaccinale. Elementi tutt’altro che di corredo rispetto al tema dell’obbligatorietà di 10 vaccini su cui si è concentrata l’opinione pubblica. A tal proposito il professore Gianni Bona, Direttore del Dipartimento Materno e Infantile dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Maggiore della Carità di Novara e Aniello Esposito, il Direttore del servizio di Igiene e Sanità dell’Asl Novara, hanno richiamato l’importanza di una corretta informazione rispetto a temi delicati e che, soprattutto a fronte dei recenti casi di cronaca, possono essere oggetto di confusione.

Nel decreto – che ora passa alla Camera dei Deputati per essere approvato entro il 6 agosto, pena la decadenza – si affronta il metodo di somministrazione: obbligatorietà e adesione attiva in questa fase sono determinanti per raggiungere l’obiettivo della copertura nazionale.
Il testo nel passaggio a Palazzo Madama si è spogliato di quell’approccio troppo impositivo e sanzionatorio rispondendo a quei criteri di informazione, educazione e partecipazione cui ogni intervento legislativo dovrebbe ispirarsi. Un provvedimento che guarda alla tutela dei minori a 360 gradi, perché coinvolge il mondo scolastico, quello sanitario e le famiglie, avvicinandosi al principio di corresponsabilità alla base della legge di prevenzione e contrasto al cyberbullismo. Se la legge 71/2017 disciplina il rapporto tra libertà di espressione e benessere dei soggetti minorenni, il decreto riafferma che il diritto alla salute va garantito a prescindere dalle singole ideologie, perché la comunità può salvaguardare se stessa solo con la giusta attenzione a chi è più fragile. Un traguardo che intende prima di tutto tutelare i più deboli e fragili. Proprio l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima, infatti, che ogni minuto vengono salvate cinque vite, oltre 7mila ogni giorno, grazie proprio alla somministrazione dei vaccini. Una tematica che non poteva più esser sottovalutata.