Charlie Hebdo: atto vile e barbaro!

Sembra di sentire ancora risuonare le parole che Trilussa scrisse quasi un secolo fa proprio quando l’Europa ed il mondo stavano per imboccare la tragica via che avrebbe condotto allo scoppio della seconda guerra mondiale : “povera gente che si ammazza a vantaggio d’una fede per un dio che non si vede ma che serve da riparo al re macellaro che sa bene che la guerra è un gran giro di quattrini che prepara le risorse per i ladri delle borse”. Oggi dinnanzi alla efferata strage di Charlie Hebdot sentiamo il dovere civico e morale di ribadire che la violenza agita a Parigi nulla a che vedere né con la fede in Dio né con la libertà di culto né con i principi libertari e con le esigenze di integrazione. Si è trattato di un gesto di volgare, inutile empia violenza che ha voluto colpire chi, attraverso l’arma della satira e dell’ironia ha saputo e sapeva mettere a nudo le criticità e le insane debolezze dei potenti del mondo comunque essi fossero rappresentati ed ammantati. La condanna del gesto scellerato, provenuta anche e soprattutto da quell’Islam nel nome del quale, bestemmiandolo, i killer hanno agito, dimostra come la strada della tolleranza e della integrazione nel rispetto dei reciproci valori e tradizioni sia ancora possibile a percorrersi. Oggi, più che mai, serve coraggio, pazienza, passione ed ironia per continuare lungo quella strada, difficile ma unica possibile, sulla quale camminava Charlie, aiutandoci insieme a ripartire.